Visite turistiche agevolate a Narni Sotterranea

In occasione del Raduno nazionale di Speleologia “Speleonarnia 2015” le visite ai sotterranei di narni Sotterranea saranno intensificate secondo il seguente orario:

Venerdì 30 ottobre visite guidate alle ore 12 – 15 – 16,15 – 17,30 e 19,00 (straordinarie in occasione dell’evento)
Sabato 31 ottobre visite guidate alle ore 11,00 – 12,00 – 15,00 – 16,15 – 17,30 e 19,00 (la prima e l’ultima straordinarie in occasione dell’evento)
Domenica 1 novembre visite guidate alle ore 10,00 – 11,15 – 12,30 – 15,00 – 16,15 – 17,30.

Per tutti gli iscritti a Speleonarnia muniti del braccialetto di riconoscimento sconto del 50%, ossia pagheranno 3 euro.
I bambini fino a 14 anni entreranno gratis.

Maggiori info su http://www.narnisotterranea.it/

La frontiera dei Tepuy Amazzonici – La Venta

In programma a Narni, sabato 31 ottobre ore 21.00 presso il Cinema di Narni

Il progetto Tepui dell’Associazione La Venta continua e si spinge oltre i confini del Venezuela dove negli ultimi anni sono state esplorate molte grotte nelle quarziti fra cui il gioiello chiamato Imawari, la più lunga grotta del Venezuela e, nelle arenarie quarzitiche, del mondo.
Le tipiche montagne quarzitiche dalla sommità tabulare che si innalzano dalle pianure con vertiginose pareti non si trovano soltanto nella Gran Sabana venezuelana ma anche nella foresta Amazzonica brasiliana ed anche in Colombia……

Recenti sviluppi della scansione 3D – a Speleonarnia

Di Gabriele Catoni.
In programma per Venerdì 30 ottobre 2015 pomeriggio presso il Teatro Manini

Keywords: Scansione; 3D; digitale; modello; laser; Kinect; Xtion pro live; Kscan3d; Skanect ;Scenect digitalizazzione, fotogrammetria

Nel mondo della migrazione tecnologica trasversale , in cui i dispositivi e tecnologia scientifica sono costosi, sono sfruttati e sviluppati per la produzione di prodotti di consumo ( la tecnologia GPS è un esempio) , la scansione 3D può essere un esempio del contrario.
La crescente domanda di videogiochi ( stimato intorno a 80 miliardi dollari all’anno) con prestazioni migliori e veloci , hanno portato a sviluppare nuove :

• tecnologie
• dispositivi
• periferiche
• hardware
• Software

che alla fine sono stati impiegati nella scansione 3D , in sostituzione delle tecniche fotogrammetriche digitali e laser usate sia per archivio che per la ricerca tecnologica , utilizzando :
• hardware tradizionale
• sensori di profondità
• telecamere RGB
• hardware Microsoft Kinect (utilizzato per digitalizzare oggetti di varie dimensioni )
• o simile pro hardware live ASUS Xtion
• Software Kscan3d
• Software o Faro Scenect 3D
• software o Skanect
Tutto questo a costi estremamente bassi.
Il risultato di questa nuova tecnologia può essere riassunta come segue:
Vantaggi :
• Velocità
• Possibilità di monitorare in tempo reale il risultato
• Possibilità di operare in ambienti scomodi
• Disponibilità a basso costo
Svantaggi:
• dettagli minori
• risoluzione inferiore
Inutile dire che a nostro avviso che la visione immediato che si ottiene con questa nuova tecnologia rappresenterà il futuro della scansione 3D, in particolare in Archeologia e Speleologia molto vicino a noi.
L’articolo ci condurrà attraverso le fasi e i risultati menzionati sopra .

A Speleonarnia: Il respiro del drago

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Il respiro del drago: la complessa ri-esplorazione della miniera di Perticara

La Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna (FSRER), per il periodo 2014-2015, ha varato un complesso progetto di ricerca dal titolo “Gessi e Solfi della Romagna orientale”, che si prefigge di rilevare, documentare e studiare le cavità naturali e artificiali della Romagna orientale.

Giovanni Belvederi e Maria Luisa Garberi (GSB-USB) sono i coordinatori della sezione mineraria del progetto: la zona, oltre alle emergenze gessose, comprende numerose miniere di zolfo, di cui la Miniera di Perticara (Novafeltria, RN) è sicuramente l’emergenza maggiore, essendo stata nel periodo del suo massimo splendore la miniera di zolfo più grande d’Europa, con un’estensione di circa 50 Km di gallerie. La miniera di zolfo presenta una criticità piuttosto importante, in molte gallerie c’è una forte carenza di aria respirabile, manca drasticamente l’ossigeno e sono presenti sia gas tossici sia gas esplodenti. Gli speleologi, per percorrere le gallerie, devono utilizzare attrezzature particolari come autorespiratori e misuratori di gas.

Nella conferenza presenteranno la situazione incontrata nelle gallerie attraverso fotografie e un video girato e prodotto da noi. Presenteranno inoltre anche le numerose osservazioni sulla circolazione dell’aria e sulla sua composizione in base ad alcune variabili, come la pressione atmosferica e la temperatura.

Esplorare, rilevare e documentare oggi le miniere abbandonate significa strapparle all’oblio, conservarne la memoria e portare un piccolo tributo di rispetto ai tanti uomini che nelle miniere hanno lavorato e perso la vita, consentendo a tutti noi di condurre una vita, tanto avida di materie prime.

Illuminavano il buio: “Ou la lampe passe, le mineur doit passer”.

“Ou la lampe passe, le mineur doit passer”

Giovanni Belvederi e Maria Luisa Garberi sono speleologi del Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese dalla fine degli anni ’70 e collezionano da molti anni lampade da miniera, forse perché il lungo utilizzo di lampade ad acetilene per illuminare le grotte li ha spinti a conoscere altri tipi di illuminazione usati in ambienti sotterranei.
Dall’epoca dei romani fino al 1500, l’illuminazione sotterranea ha utilizzato mezzi rudimentali come lucerne, fiaccole e candele.L’evoluzione della lampada viaggia poi di pari passo con lo sviluppo delle tecniche minerarie che portano l’uomo sempre più in profondità nelle viscere della terra. È qui che si presenta uno dei maggiori rischi in miniera: il “grisou”, spesso causa di esplosioni, crolli e numerose vittime tra i minatori.La presenza di questo gas in numerosi giacimenti condizionerà tutta la storia dell’illuminazione, imponendo l’invenzione di una lampada sicura. Durante quasi tre secoli, decine di ingegneri minerari si sono applicati nel tentativo di far progredire il grado di sicurezza delle lampade, dando vita ad una storia evolutiva complessa ed affascinante.

La lampada è anche il simbolo del duro lavoro della miniera, svolto spesso in condizioni tremende che talvolta rasentavano la disperazione; un affresco sociale dai colori cupi, rischiarato, a volte, solo dalla luce delle lampade.

A Narni esporranno una selezione della loro collezione.

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